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Sorgenti del Liri
Come arrivare
 Da Petrella Liri si scende sulla
strada per Castellafiume
verso la fine del centro
abitato si incrocer à una
strada sulla destra che che vi
porterà nel fondo ella Valle di
Nerfa ed alla sorgenti
Chiare acque
Dispensiere di vita
A voi torno
Solitaria amante…
 Pensosa io rimiro
Il vostro flutto
Il vostro corso perenne
Passano i secoli
Sulle vicende umane…
Ma voi rimanete
Testimoni di vita 
che non passa.
  
 
Lungo la Valle di Nerfa si trova il fiume Liri, uno stretto ruscello che si getta in cascate argentine su un letto roccioso lungo la sinuosità di questa bella valle. Il suo inizio è formato da fantastiche colline delimitanti una profonda gola su un lato della quale si trova il villaggio di Petrella e sull’altra quello di Cappadocia.
 
Le sorgenti del Liri zampillano in numerose distinte fonti dal rapido fianco di una massa conica di roccia calcarea e confluiscono alla sua base in un bacino circolare. Questo riceve anche un grande apporto da una cascata di maggiore altezza sgorgante da una cavità che divide la collina sopra menzionata da un’altra avente la stessa forma.
 
Da queste sorgenti il fiume attraversa la valle Roveto e sbocca nella piana di Sora, dove raccoglie le acque di numerosi altri fiumi e torrenti, quasi tutti alimentati da sorgenti carsiche, piegando poi verso sud . Presso Isola del Liri forma alcune cascate, quindi , dopo Ceprano, riceve il Sacco, il suo principale affluente, che gli porta le acque dei monti Lepini ed Ernici, e scorre nuovamente in direzione sud- est; dopo la confluenza con il Gari assume il nome di Garigliano; si svolge passando verso i monti Aurunci e il vulcano di Roccamonfina ; scorre nella pianura formata dalle sue stesse alluvioni e sfocia nel golfo di Gaeta.
 
La sorgente riceve acqua proveniente da falde idriche contenute nelle brecce calcaree mioceniche affioranti. Le cavernosità diffuse in seno alle brecce consentono un notevole assorbimento delle acque di superficie ed un rapido deflusso sotterraneo delle stesse verso le sorgenti. In occasione di piogge intense o neve aumenta la torbidità dell’acqua raggiungendo valori anche molto elevati. Oltre all’intorbidimento la sorgente del Liri risente anche dell’inquinamento batteriologico. Esso è imputabile alla presenza di animali nei pressi della sorgente e in alta quota.
 
I fenomeni di inquinamento non sempre corrispondono a quelli di intorbidimento delle acque. Intorno all’880 alle foci del Liri-Garigliano si stanziò una colonia fortificata araba, base di incursioni verso l’interno, distrutta nel 915. Questo fiume segnò a lungo il confine settentrionale del Regno di Napoli ed è probabile la sua identificazione col “Verde” di cui parla Dante nella Divina Commedia, nel canto di Manfredi (Purg. III). Lungo le sue rive furono combattute numerose battaglie. Nel 1503 gli spagnoli di Consalvo di Cordova vi riportarono una vittoria decisiva sui francesi guidati da Ludovico marchese di Saluzzo, e nel 1815 Gioacchino Murat fu sconfitto dalle truppe austriache; e nel 1860 le truppe piemontesi varcarono il fiume dopo duri scontri con i borbonici e durante la seconda guerra mondiale fu teatro di aspri combattimenti tra lo sbarco alleato e le truppe tedesche. 
 

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