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Anna Rosa
Testi del prof. Vittoriano Eposito  maggiori info autore
Nasce a Petrella Liri, dove vive come in una segregazione volontaria dal mondo. Ha avuto esperienze piuttosto difficili, che e riuscita a superare con la sua fede nei valori eterni dell’uomo e della poesia, come traspare da queste parole: « Il poeta... ah! Purtroppo egli sa quanto assurda ed inutile la sua voce suoni nelle faziosità del mondo travolto da mali, che per la loro stessa natura sono la negazione della poesia! Quindi la negazione di Dio. 
 
Eppure Dio è amore nel Mondo! Cosi l’uomo che volutamente o inconsciamente la misconosce. Disamorato e triste il poeta si domanda allora perché egli tanto soffra, per chi si contorca e pianga, per chi gli attimi tetri, oscuri, pesanti egli trasformi nelle note dolci, luminose, incorruttibili del canto. Per chi! e perché! ...".
 
Ha pubblicato: « Ombre, luci e frammenti di sogno », liriche, ed. « L’Approdo del Sud », Napoli, 1960; e « Notti di follia », racconti, ed. Jan Juglar, Firenze, 1960. Opere inedite: « Odile », romanzo; « Fermenti di terra e di sangue », romanzo etico-sociale; « Pieretto ed il Serpente con la collana dei cento diamanti », romanzo per ragazzi; « Tra due fuochi », dramma in 5 atti; « Verso il duemila », poesie. Ha ottenuto i seguenti premi e riconoscimenti: Premio Nazionale « Maria Moles » 1960 con medaglia d’oro e titolo « Miss Bontà 1959 »,’ Encomio speciale al Concorso Internazionale del « Premio Sicilia » 1959; Encomio speciale al « Premio Giacomo Leopardi » 1960; Premio Nazionale della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri 1961; Premio Internazionale « Accademia Leonardo da Vinci ». Ha. collaborato o collabora alle seguenti riviste: « Approdo del Sud », « Buon vento », « Vento nuovo », « Omnia ».
 
Giudizi critici 
Ugo M. Palanza:«
Immagini per lo più pronte, vive, di un animo non comune. Sensazioni meravigliose in un essere che vive nascosto ».
 
Nino Salvaneschi:
«Ho letto con interesse e commozione le sue poesie ed ho compreso questa sua passione. Ho trovato inoltre nelle sue belle liriche un soffio vivo e caldo, un ritmo istintivo. » (lettera del marzo ’57).
  
Dal quotidiano « Il Tempo », 9 sett. 1960: 
«Una giovane che vive in Petrella, ove, secondo la leggenda, avvenne la tragica morte di Beatrice Cenci, che ebbe tante ripercussioni nel mondo del Medioevo, e balzata all’attenzione di tutti. Anna Rosa e il nome di questa giovane mite e semplice, profondamente attaccata ai sentimenti familiari ed alla sua terra. E questi sani principi e sentimenti li ha saputo trasformare con cristallina chiarezza nei suoi versi. »
 
Dalla « Disfida », Bari, 1960: 
«Il miracolo della poesia Anna Rosa l’ha nel sangue, con l'equilibrio di due elementi positivi: umanità ed arte.
 
Dalla « Fiera Letteraria », gennaio 1960: 
«Ombre, luci e frammenti di sogno » di Anna Rosa e un commovente canto d’amore che ha procurato meritatamente all’autrice, una delicata e pura poetessa, il Premio « Maria Moles », nonché il titolo di « Miss Bontà ». 
 
Riportiamo ora alcune Poesie di Anna Rosa:
 

E' NOTTE 
 
E' notte,
l'uomo sfinito
stanco
pace respira.
Tacciono le pene
sopite dentro al cuore,
lenta una preghiera
sale al cielo.
Immobile con l'universo
l'infinito
parla d’immensità
e d’amore.
 

 
PASSANO LE ORE

Passano sospese le ore,
sopra le luci accese,
nel silenzio della notte vicina,
sulle strade del mio paese
contorte e brevi.
Passano
sugli accordi d’un alato canto,
che cerca nel sentiero
la via del cuore. 
Voce segreta dell’anima;
palpito che anela
alla giostra dei sogni.
 

 
DOLCE LACRIMA
 

Dolce lacrima,
che sublime
imperli l'occhio stanco;
un pensiero,
un ricordo tu consacri,
mentre l'anima
in un sospiro
di nostalgia si strugge. 
Dietro il tuo velo
si nasconde un mondo;
tutto il mistero d’un cuore,
gioia e dolore,
in un solo brivido
a l'essere danno
la suprema bellezza,
perché più bello è il volto
nel cui ciglio
una lacrima trema;
nel cui sguardo
una speranza brilla. 
 

  
AMOROSI PENSIERI
 

E luce
il tuo ricordo
fiuttuante d’armonie
nel tremito dell’anima;
e canto di rugiade,
e volo di farfalle
e prati al sole.
E nel fiore tremulo che,
ansioso,
al cielo s’apre
la tua carezza io colgo;
nell’alito del vento
il soffio delle labbra tue bevo,
nel delirio che passa
tra ogni filo d’erba l'ansia
del tuo abbraccio
respiro
con l'ebrezza segreta d’esser nata.
 

  
ANCORA UN FIORE 
 

Nell’arido giardino
ancora un fiore germoglia
io lo guardo 
ed è un miracolo
vederlo vivo.
A stille, a stille 
tutte le mie lacrime
su di esso ho versate;
ho vuotato il mio cuore
per tenerlo in vita.
 

 
PASSIONE
 

E gioia,
ed e tormento;
e un morire lento,
ed un vivere di speranza ancora.
 

 
UNA PAUSA
  

Una pausa al dolore,
un attimo di gioia,
o Signore,concedi,
perché resista alla fede del domani.
 

Tratto dal libro "Poesti Marsicani" Testi del prof. Vittoriano Esposito)

 

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