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San Michele

IL CULTO DI SAN MICHELE ARCANGELO
 
Particolare delle vetrate della Chiesa di San Michele Arcangelo San Michele Arcangelo in ebraico Mika’el (chi come Dio), nella Bibbia era il nome di un principe degli angeli. Nell’antico testamento il suo nome ricorre due volte nel libro di Daniele, in difesa del popolo d’Israele; nel nuovo testamento è menzionato nell’Apocalisse, dove a capo dei suoi angeli conduce la lotta contro le potenze del male e le sconfigge, e nella lettera a San Giuda, dove è chiamato arcangelo ed è presentato in contesa con il diavolo per il corpo di Mosè. Compare frequentemente anche nella letteratura apocrifa e negli scritti di Qumran nelle vesti di capo dell’ esercito celeste che, insieme con gli angeli fedeli, dirige la grande battaglia escatologica contro il male e porta al definitivo trionfo dei giusti sui peccatori.
 
A Petrella Liri il culto di San Michele Arcangelo è molto diffuso questo è nato con la diffusione del cristianesimo. Ad Ercole , eroe pagano, divinità prediletta dal mondo pastorale centro-meridionale, subentrò l’Arcangelo Michele. Nella devozione popolare, Egli fu rappresentato come un giovane santo-guerriero, uccisore del dragone, cioè debellatore delle forze maligne. In sostanza, dunque anch’ Egli un eroe culturale come il precristiano Ercole.
 
La strettissima analogia iconografica che collega le due divinità dimostra come nella religiosità popolare abruzzese il culto di Ercole si sia conservato presso che intatto, semplicemente subentrando nella nuova cornice rituale cristiana, e trasferendo sull’ Arcangelo Michele gli attributi propri della divinità precedente. 
 
In Abruzzo le grotte dedicate al culto di San Michele Arcangelo o San Angelo, sono decine, disseminate lungo tutta la dorsale appenninica, tra le quali spicca sicuramente la Grotta Santuario di Sant'Angelo di Balsorano che risulta essere uno dei più grandi santuari in grotta d'Italia. Questa grande diffusione che il culto dell’ Arcangelo conseguì in tutta la regione fu certamente sostenuta dal carattere di continuità che esso realizzò con i precedenti riti in grotta pagani. Non a caso Egli subentrò in grotte che la tradizione popolare già segnava come “sacre” perché legate a culti precedenti.
 
Una tarda leggenda vide san Michele nell’angelo apparso a san Gregorio Magno durante la peste del 590 sella Mole Adriana, donde il nome di Castel Sant’ Angelo. A ricordo della vittoria dei Longobardi contro i Saraceni nei pressi di Siponto (odierna Manfredonia ) nel 663 fu costruito uno dei più celebri santuari a Lui dedicato , infatti sopra quella grotta san Michele aveva fatto delle apparizioni. I Longobardi lo elessero quindi protettore delle loro milizie.

   

   
 

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