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Parchi e riserve nel territorio circostante
 
 
 

 

 

 

 

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Le frecce indicano la posizione della località all'interno del territorio della Marsica.
In
verde
sono state evidenziate le zone interessate da parchi e riserve naturali.


Il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise   
E' il paradiso degli escursionisti. E' possibile visitarlo in tutte le stagioni per ammirare la varietà dei colori che la natura riesce ad offrire a diverse temperature.
 
E' eccezionale per la varietà di specie animali, orsi camosci, aquile reali, lupi, cervi, caprioli, il cui simbolo è l'orso bruno, e vegetali che si possono vedere durante le visite guidate lungo gli oltre 150 sentieri: dalla splendida Val Fondillo, presso Opi, comune Marsicano, partono numerosi percorsi fra i quali quello che dalla Segheria porta alla Grotta delle fate. Da non perdere è la Camosciara con le sue numerose cascate e i sentieri che raggiungono zone di riserva integrale del Parco, e suggestivo è il percorso della Valle di Rose, che a partire da Civitella Alfedena, offre l'opportunità di osservare numerose specie di animali protetti.
 
Non manca l'aspetto culturale, innumerevoli sono le testimonianze medievali nei borghi del Parco, come la minuscola e suggestiva Opi, uno dei centri più elevati del parco, al cui struttura medievale è ancora riconoscibile, fatta di case raggruppate e strette vie a gradoni, con gli edifici posti sul ciglio estremo del picco roccioso. Pescasseroli, sede della Direzione del parco Nazionale D'Abruzzo e patria di Benedetto Croce. Forti sono nel Parco le antiche tradizioni gastronomiche e artigianali che rendono unico il fascino di questo comprensorio.
| Sito ufficiale |
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Tel 0863910715  e-mail  post@pna.it 
 

 
Il Parco naturale Regionale del Sirente-Velino    
E' costituito da quattro zone: La media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana, l'altopiano delle Rocche e la Marsica settentrionale. Il territorio è ricco di storia, di pregevoli presenze storiche, architettoniche e archeologiche, di ambienti naturali unici, di presenze faunistiche e folcloristiche rare. Ognuna delle quattro zone citate ha caratteristiche diverse e proprio questo rende il Parco del Sirente-Velino del tutto originale. 
  
Nel versante Marsicano del parco, di notevole interesse sono le torri di Aielli, Collarmele e S. Iona, un tempo parte integrante del sistema difensivo medioevale di Celano dominato da un importante castello. I resti del recinto fortificato italico di M. Secine, nei pressi di Aielli, uno dei più importanti di tutta la Marsica; Magliano dei Marsi, sede della Riserva Naturale Orientata "Monte Velino", e la chiesa di S. Maria in Valle Porclaneta, nei pressi Rosciolo, alle pendici meridionali del Velino e Massa d'Albe nei pressi di alba Fucens una delle più imponenti colonie romane dell'Italia centrale, sulla via consolare Tiburtina Valeria.
 
Almeno due branchi di lupi frequentano queste montagne; accertata la presenza dell'orso bruno marsicano, cervi grifoni e corvi imperiali e questo solo per citare alcune delle numerosissime presenze di interesse naturalistico, architettonico e archeologico che fanno, di questo Parco, uno degli ambienti più interessanti di tutto l'Appennino.
| Sito Ufficiale |
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Tel 086291661  e-mail  sirvel@tin.it 
 

  
 
Riserva regionale Zompo lo Schioppo   
A forma di ampio anfiteatro morenico, nella parte centrale dell'Appenino Abruzzese, si innesta la valle montana della Riserva Naturale "Zompo lo Schioppo", che occupa una superficie di 1025 ettari interamente ricadente nel comune Marsicano di Morino. La Riserva prende il nome da una cascata che si ammira nei mesi primaverili, che con un salto (zompo appunto) di 80 metri, risulta essere la più alta dell'Appennino tra quelle naturali. 
 
La Riserva è vicina al bacino della Marsica e collocata in un contesto di aree naturali protette che le conferiscono un'importanza notevole, essa è infatti in diretta connessione con il Parco Nazionale d'Abruzzo e ciò permette a molte specie di animali di potersi spostare all'interno del sistema abruzzese di parchi e riserve utilizzando dei corridoi naturali e sicuri, in quanto protetti.
 
Il clima dell'area è riferibile a quello della regione temperata. Questa condizione climatica è resa più favorevole dalla conformazione della Valle Roveto, in cui la riserva è situata, percorsa dall'alto corso del fiume Liri, limitata ad occidente dalla catena dei Simbruini-Ernici, chiusa ad oriente da un crinale montuoso che la separa dalla piana del Fucino, tale esposizione favorevole permette la vita di numerose specie di animali ed inoltre l'escursionista attento percorrendo la linea di cresta potrà imbattersi in un cippo dell'antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, ancora ben conservato.
| Sito Ufficiale |
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Tel 0863978809  e-mail info@schippo.aq.it 
 

 
Riserva Naturale Orientata "Monte Velino"   
 
La Riserva Naturale Orientata "Monte Velino" è stata istituita nel 1987 con un Decreto del Ministero dell'ambiente, grazie alla volontà dei Comuni proprietari, Magliano de' Marsi e Massa d'Albe, ed al Corpo Forestale della Stato cui è affidata la gestione e la tutela del territorio. La riserva si estende per circa 3.500 ettari in una zona dell'Appennino centrale posta ai margini settentrionali della piana del Fucino e comprende il gruppo montuoso del Velino, terzo per quota di tutto l'Appennino con i suoi 2.487 m., ben definito geograficamente dalle due grandi valli, Teve e Majelama. 
 
La Riserva nacque per poter tutelare direttamente e concretamente un territorio bellissimo e soprattutto l'aquila reale , da sempre presente su questa montagna, ma fortemente minacciata da un uso ed una presenza sconsiderata di escursionisti e turisti. Con la Riserva si è potuto restituire a questo magnifico rapace la tranquillità necessaria per la cova e l'allevamento dei piccoli, al punto che da allora ha sempre nidificato con successo, contribuendo ad aumentare la popolazione su tutto l'Appennino abruzzese.
 
Ovviamente la maggiore tranquillità ha giovato a tutta la fauna, ricchissima soprattutto di uccelli. Negli anni, poi, il Corpo Forestale ha contribuito ad arricchirla ulteriormente. Operazioni mirate hanno portato al ripopolamento di specie animali un tempo presenti e scomparse da decenni come il corvo imperiale, il cervo e da ultimo il maestoso grifone che è divenuto in poco tempo l'animale più conosciuto e frequente da vedere.
| sito ufficiale |
 
Tel 3475256868  e-mail info@sherpa.abruzzo.it  
 

 
Riserva Naturale Guidata "Monte Salviano "   
 
Chi pensa al Salviano immagina subito una dorsale montana assolata, dove prospera quello straordinario fiore giallo da cui trae il nome, il Salvione (il cui nome scientifico è Phlomis fruticosa). Gialle distese dorate, tra vento fiori e colori con migliaia d’insetti svolazzanti, incantano ogni primavera anche il visitatore meno appassionato, offrendogli visioni e sensazioni ormai sempre più rare, persino in questo bellissimo Paese.
 
Ma l’attenzione sul Salviano è attratta anche da una graziosa farfallina color bruno e biancastro molto rara in Italia, la Grande Esperia Grigia, più frequente nel Mezzogiorno dove è giunta, con ogni probabilità, durante le antiche migrazioni della fauna proveniente dalle terre al di là dell’Adriatico. 
 
Tutto questo fa già intuire che un luogo tanto speciale non può non ospitare una fauna interessante e singolare, che è stata finora solo in parte studiata, ma che rivela notevole pregio e biodiversità. Se poi si considera che il Salviano si ricollega da un lato, attraverso l’arco fucense, al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; e dal lato opposto, lungo il bacino prosciugato dell’antico Lago Fucino, anche al Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, si comprende facilmente la sua notevole importanza strategica, soprattutto per la grande fauna appenninica. 
 
Ormai portato verso una efficace protezione, il Salviano rappresenta in effetti un ottimo “corridoio di collegamento ecologico e faunistico” tra la parte settentrionale e quella meridionale d’Abruzzo, e non vi sarà da stupirsi se in futuro la presenza di rare specie animali diventerà su quella montagna un fatto sempre più normale e frequente. Anche l’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), il più raro e prezioso mammifero d’Abruzzo, transita talvolta per queste zone: ma si tratta, per ora, solo di sporadici individui (per lo più giovani, che rappresentano per questo grosso animale dalle esigenze territoriali molto vaste i classici “pionieri” alla ricerca di nuovi spazi). Mentre il nucleo essenziale del plantigrado, comprendente tutte o quasi le femmine riproduttrici, resta fermamente asserragliato nella roccaforte del Parco.

Altrettanto inconsueta sarà la presenza dello straordinario Camoscio d’Abruzzo (Rupicapra ornata), il quale benché in forte espansione nell’Appennino Centrale non è molto amante delle basse quote, ma predilige le fresche praterie di altitudine, oltre il limite superiore della densa foresta in cui spesso si rifugia. Ma non vi è dubbio alcuno che potrà essere presentato, e fatto amare sempre più dalla gente marsicana, in un’area faunistica di allevamento e riproduzione nel cuore del Salviano, con grande gioia soprattutto per i più giovani. Quanto al Lupo appenninico (Canis lupus italicus), si tratta di un ospite certamente non infrequente, anche se vagabondo in continuo movimento su e giù per le valli, non sempre facile da avvistare in pieno giorno. Ma è soprattutto d’inverno, sulla neve fresca, che le sue tracce possono rivelarne la presenza, durante le lunghe esplorazioni del branco alla ricerca di qualche preda. 
 
Sicuramente però l’animale più misterioso e affascinante che vive su queste montagne, e di cui si era persa anche la percezione e la memoria, è la Lince (Lynx lynx), meglio conosciuta tra le montagne d’Abruzzo come “Gattopardo”, o”Lupo cerviero”. Anche se ben pochi lo sanno, questo felino straordinario, che gli studiosi reputavano cancellato dalla Fauna d’Italia, potrebbe ancora vivere ad un tiro di schioppo dal Salviano, nelle meno frequentate foreste intorno a Luco dei Marsi, relitto dell’antica e leggendaria Selva Angizia. Quanto ai tre ungulati più vistosi e conosciuti, il Cervo (Cervus elaphus hippelaphus), il Capriolo (Capreolus capreolus), e il Cinghiale (Sus scrofa ferus), essi costituiscono ormai parte integrante e caratteristica diffusa della montagna marsicana.
 
Molti altri animali popolano, più o meno visibili, gli ambienti del Salviano: come lo Scoiattolo meridionale (Sciurus vulgaris meridionalis), frequente nelle estese pinete, e il meno comune Istrice (Hystrix cristata), spinoso roditore che ancora si nasconde, qua e là, nelle zone più calde ai piedi delle montagne appenniniche. 
 
Quanto agli Uccelli, certo la presenza più spettacolare ed emozionante è quella dei signori del cielo, i Rapaci: come la maestosa Poiana (Buteo buteo), che spesso si libra nell’aria seguendo le correnti aeree ascensionali, scrutando il suolo per afferrare qualche preda, e lanciando di continuo il suo intenso grido. Ma a sorvolare le praterie e le pinete del Salviano, in tutte le stagioni o solo d’estate, durante la migrazione primaverile o quella autunnale, s’addensano decine d’altre specie di volatili rari o comuni, grandi o piccoli, di bosco o di campo.
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